
L’Associazione conSLAncio, fondata da Andrea Zicchieri, aderente all’International Alliance of ALS/MND Associations (Alleanza Internazionale delle Associazioni SLA/MND), all’EUpALS (Organizzazione Europea per professionisti e persone affette da SLA), all’EU ALS Coalition e la Coalizione Italiana SLA, ha partecipato al 36° Simposio Internazionale sulla SLA/MND, che si è svolto dal 5 al 7 Dicembre 2025 a San Diego, in California (Stati Uniti).
Questo simposio rappresenta il più importante congresso mondiale dedicato alla Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) ed è organizzato ogni anno dalla Motor Neuron Disease (MND) Association. L’edizione 2025 ha visto la partecipazione di oltre 1.150 delegati, sia in presenza che online, provenienti da 42 Paesi diversi. Tra i partecipanti erano presenti medici, ricercatori, persone che vivono con la SLA, caregivers ed organizzazioni impegnate a livello internazionale nella comunità SLA.
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conSLAncio è lieta di offrire un completo resoconto in lingua italiana dei contenuti presentati al simposio.

Ogni anno, in occasione del Simposio, la MND Association accoglie le persone che convivono con la SLA selezionate per il programma “Patient Fellows Program”. Anche quest’anno, i Patient Fellows hanno partecipato sia in presenza che online, assistendo alle presentazioni scientifiche e condividendo il loro punto di vista sui lavori presentati.
I partecipanti al programma hanno avuto l’opportunità di incontrare ricercatori provenienti da tutto il mondo e di creare nuove relazioni con altri delegati. Il loro contributo è particolarmente prezioso, perché permette di avvicinare il mondo della ricerca alla vita reale delle persone che convivono con la SLA, favorendo un dialogo diretto tra scienziati e pazienti. Il programma Patient Fellows 2025 è stato coordinato dall’International Alliance of ALS/MND Associations.
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Nei giorni precedenti dell’apertura ufficiale del simposio, l’International Alliance of ALS/MND Associations ha conferito il Premio Forbes Norris Award 2025 al Dott. Philip Van Damme. Questo premio rappresenta il massimo riconoscimento internazionale in ambito clinico per la SLA ed è assegnato a personalità che si sono distinte per l’eccellenza nella cura dei pazienti e per il contributo al progresso delle conoscenze scientifiche.
Il Dott. Van Damme è riconosciuto a livello internazionale per la sua capacità di integrare la ricerca scientifica con l’assistenza clinica, traducendo le scoperte di laboratorio in benefici concreti per le persone affette da SLA. È primario di neurologia presso l’University Hospital Leuven, in Belgio, e direttore del Centro di riferimento neuromuscolare, dove coordina un team multidisciplinare che offre cure altamente specializzate e centrate sulla persona. I suoi studi sui biomarcatori hanno avuto un ruolo chiave nel percorso che ha portato all’approvazione regolatoria di tofersen (Qalsody) per la SLA associata a mutazioni del gene SOD1. Inoltre, il Dott. Van Damme è tra i promotori di importanti iniziative internazionali, come Project MinE e PRECISION-ALS, che mirano ad accelerare la comprensione della malattia e lo sviluppo di nuove terapie. La sua leadership, unita a una profonda attenzione per i pazienti, continua a rafforzare la comunità globale della SLA.
Nei giorni precedenti al congresso, l’International Alliance of ALS/MND ha anche conferito il Premio Humanitarian Award 2025 al Dott. Alper Kaya. Da oltre trent’anni, il Dott. Kaya trasforma la sua esperienza personale con la SLA in un impegno concreto a favore delle persone colpite dalla malattia.
In qualità di presidente dell’Associazione SLA della Turchia, ha contribuito in modo determinante a importanti cambiamenti nelle politiche sanitarie nazionali, tra cui la creazione del primo database epidemiologico sulla SLA in Turchia e l’istituzione di organismi parlamentari e ministeriali dedicati alle malattie rare. Ha promosso campagne di sensibilizzazione a livello nazionale, fornito supporto essenziale durante la crisi sismica del 2023 e favorito l’adozione di tecnologie assistive per migliorare l’autonomia e la qualità della vita delle persone affette da SLA. Il Dott. Kaya è un esempio di guida e speranza per i pazienti e le famiglie in Turchia e in tutto il mondo.
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L’International Alliance of ALS/MND Associations ha conferito l’Allied Health Professional Award ad Alberto Fontana.
Alberto Fontana ha profondamente innovato l’assistenza neuromuscolare in Italia, ponendo la dignità della persona e l’esperienza vissuta dai pazienti al centro della pratica clinica. Come fondatore dei Centri Clinici NeMO, ha creato una rete nazionale che ogni anno offre cure altamente specializzate a oltre 7.500 persone, gratuitamente per le famiglie grazie al Sistema Sanitario Nazionale. Il modello NeMO si basa su un approccio multidisciplinare che integra combina riabilitazione, assistenza respiratoria, supporto psicologico e ricerca clinica all’interno di un unico percorso di cura. Questo modello è oggi riconosciuto a livello internazionale come esempio di assistenza integrata capace di migliorare concretamente la qualità della vita delle persone affette da SLA.
Lo Student Innovation Award è stato conferito a due giovani ricercatori, Apaala Basak e Dott. Sadegh Ghaderi, le cui idee potrebbero rendere diagnosi e cura più accessibili alle persone affette da SLA.
Apaala Basak sta portando avanti una promettente terapia optogenetica con l’obiettivo di preservare la funzione della deglutizione, un aspetto cruciale per la qualità della vita. L’elemento distintivo di questo approccio è il trattamento dopo la comparsa dei sintomi, più vicino alla realtà clinica rispetto ad altri metodi.
Il Dott. Sadegh Ghaderi ha sviluppato un sistema di neuroimaging che combina diverse tecniche di risonanza magnetica per identificare biomarcatori utile alla diagnosi precoce e al monitoraggio della progressione della malattia. Siccome il lavoro si basa su tecnologia MRI, il potenziale di utilizzo clinico di questo nuovo sistema è particolarmente elevato.
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La nostra consulente scientifica, Dott.ssa Valeria Gerbino, Ph.D. (Group Leader della Fondazione Santa Lucia a Roma e Ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche) ha vinto il 17° Premio Paulo Gontijo Award 2025. Il Premio Paulo Gontijo (PG Award) premia dal 2007 giovani ricercatori impegnati nello studio delle cause e delle cure della SLA ed è dedicato a Paulo Gontijo, un grande sostenitore della ricerca.
Per la seconda volta dal 2021, questo prestigioso premio viene conferito di nuovo ad un componente del team “conSLAncio” (in precedenza, la Dott.ssa Silvia Pozzi aveva ricevuto il 13° Premio Gontijo).
La Dott.ssa Gerbino ha presentato il suo lavoro “Genotype-specific interferon signatures in amyotrophic lateral sclerosis relate to disease severity”. Il suo team ha condotto analisi trascrittomiche ed immunoistochimiche su tessuti di 36 persone decedute con diverse forme di SLA (sporadica e associate a differenti mutazioni) e 12 controllo sani. I risultati ottenuti dimostrano una chiara correlazione tra l’attivazione di geni stimolati dall’interferone (in particolare l’interferone di tipo I) e la velocità di progressione della malattia: nei campioni con maggiore attività di interferone di tipo I, il decorso risulta più rapido. Sulla base di questi dati, la Dott.ssa Gerbino ed il suo gruppo hanno testato l’effetto di farmaci in grado di inibire l’interferone I in un modello animale di SLA, osservando un rallentamento modesto ma significativo del declino motorio e un aumento della sopravvivenza. Questi risultati preliminari aprono prospettive interessanti per possibili terapie coadiuvanti. Come riconoscimento per i suoi risultati, la Dott.ssa Gerbino ha ricevuto una medaglia d’oro e un finanziamento scientifico di 10.000 dollari. Leggi il comunicato completo cliccando qui.
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Uno sguardo d’insieme sul Simposio
Il simposio ha incluso 115 presentazioni su piattaforma e oltre 300 poster dal vivo, con aggiornamenti scientifici e clinici molto rilevanti. Di seguito, segnaliamo alcuni studi clinici e poster.
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CP-02: Italy’s first international ALS online seminar series: SLA in Chiaro by Associazione conSLAncio Onlus”
(in Italiano: “La prima serie di seminari online internazionali sulla SLA in Italia: SLA in Chiaro dell’Associazione conSLAncio Onlus”)
Il poster è stato presentato dalla nostra Dott.ssa Tiziana Petrozziello, Ph.D., Assistant Professor in Neurology presso Harvard Medical School/Mass General Brigham.
Autori: Tiziana Petrozziello, Lucilla Vestito, Michele Messmer Uccelli, Roberta Schellino, Serena Stanga, Marina Boido, Silvia Pozzi, Roberta Piovesana, Giampaolo Merlini, Martina de Majo, Marco Peviani, Mauro G. Spatafora, Paolo Cabras, Paola Contessa, Daisy Sproviero, Vittoria Lombardi, Monica Consonni, Stella Gagliardi, Jessica Mandrioli, Laura Libonati, Silvia Rota, Fabiola De Marchi, Elena Grossini, Silverio Conte, Angela Desiderato, Nicoletta De Rossi, Andrea Zicchieri.
Abstract
Razionale: La condivisione delle conoscenze è un passo fondamentale per unire le forze nella lotta contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). Attraverso un sondaggio condotto nel 2022 da conSLAncio, le persone italiane affette da SLA e le loro famiglie hanno espresso la necessità di informazioni accessibili, globali, aggiornate e affidabili sugli sviluppi della ricerca e su tutti gli argomenti che possono supportarli al meglio.
Obiettivi: L’Associazione conSLAncio Onlus, un’associazione italiana composta interamente da volontari e guidata dai pazienti, mira a portare la ricerca sulla SLA direttamente nelle case delle persone, fornendo le competenze dei ricercatori in modo chiaro e accessibile. Ci impegniamo a ridurre il divario tra la “scienza”, i ricercatori, le parti interessate e la vita quotidiana delle persone affette da SLA e delle loro famiglie. Speriamo che questo contribuisca a far sentire meno sole le persone che affrontano la malattia ogni giorno e a renderle partecipi degli sforzi di intervento. Metodi: Utilizzando l’approccio Design-Build (Progettazione-Costruzione) di conSLAncio, abbiamo lanciato una nuova serie di seminari virtuali internazionali in Italiano, la prima nel suo genere, chiamata SLA in Chiaro per rispondere a questa esigenza. Durante questi seminari virtuali, gli esperti condivideranno le ultime notizie sulle sperimentazioni cliniche in corso in Italia e nel mondo, fornendo aggiornamenti sulla diagnosi, la cura e i trattamenti disponibili, nonché sulle recenti scoperte relative alla malattia. Gli spettatori potranno inviare domande post-presentazione ai ricercatori e ai medici presenti, nonché suggerimenti per futuri webinar tramite un indirizzo e-mail dedicato.
Risultati: SLA in Chiaro è stato lanciato in occasione della Giornata Mondiale sulla SLA/MND il 21 giugno 2025. La prima presentazione si è concentrata sulla patologia del linguaggio nella SLA. Nella prima settimana sono state registrate 144 visualizzazioni su YouTube; l’86,9% proveniva dall’Italia e lo 0,9% dagli Stati Uniti; il 76,9% da dispositivi Android; il 15,4% da dispositivi iOS; il 6% da Windows e l’1,1% da Macintosh. Sono stati inoltre registrati 10 nuovi iscritti al canale YouTube. Conclusione: I dati preliminari hanno evidenziato una risposta iniziale incoraggiante da parte degli stakeholder della SLA nella comunità italiana e oltre. conSLAncio continuerà a generare nuove presentazioni SLA in Chiaro in base alle richieste della comunità italiana della SLA e ad attuare i miglioramenti necessari.
Bibliografia
1. Zicchieri, A.D., Conte, S.F., De Rossi, N. CMS-27: Using a Design-Build Approach to Improve International ALS Research News Access in Italy. Poster presented at the Motor Neurone Disease Association Virtual 31st International Symposium on ALS/MND, 9-11 December 2020.
2. Zicchieri A et al. (2022). CMS-22: ALS Community Support Assessment to Improve Online Access to Information and Resources in Italy. Virtual 33rd International Symposium on ALS/MND
Cosa fare ora:
• Hai suggerimenti per una nuova presentazione?
• Sei un ricercatore di SLA e hai un lavoro da presentare? Scrivi! a: slainchiaro.conslancio@gmail.com
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conSLAncio desidera rivolgere una standing ovation alla straordinaria dedizione di persone affette di SLA, famiglie, assistenti, volontari della comunità italiana e di tutto il mondo che ci aiutano nella nostra missione: Julio C. Ayala, Barbara Balestra, Ilaria Barone, Richard Bedlack, Mattia Belloni, Alessandro Boaro, Francesco Boccalatte, Lara Brambilla, Valentina Cattero, Simone Cimino, Luca Cipollone, Claudia Cominetti, John Costello, Valeria Crispiatico, Angelica D’Amore, Enrico Doria, Anna Erba, Vittoria Farallo, Monica Feole, Filippo Ferrario, Valeria Gerbino, Ilaria Ghiro, Nicolò Giordano, Ester Luna, Ilaria Luna, Sean Mannion, Chiara Marcucci, Nicola Marinelli, Paola Mastracco, Deborah Metzel, Elisabetta Mezzalira, Ostap Nalysnyk, Cristina Onesta, Alessandra Pecora, Nicoletta Pireddu, Aleh Plotnikau, Elisabetta Pupillo, Kristiana Salmon, Grazia Santoruvo, Giulia Supino, Luca Zampedri, Cinzia Zicchieri.
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Aggiornamenti da studi clinici e presentazioni (C15-C19)

C15 – HEALEY ALS Platform Trial, Regime G: DNL343 (Denali Therapeutics)
La Dott.ssa Suma Babu (Harvard Medical School e Mass General Brigham Hospital, Boston, Massachusetts, Stati Uniti) ha presentato i risultati dello studio di fase 2 e 3 del Regime G (DNL343) della HEALEY ALS Platform Trial.
DNL343 è una piccola molecola che passa la barriera emato-encefalica e mira ad inibire la risposta di stress cellulare chiamata “Integrated Stress Response (ISR). In modo molto semplice, quando le cellule sono sotto stress, attivano meccanismi di difesa; se questa difesa resta attiva troppo a lungo, può diventare dannosa. L’idea è quella di ridurre una parte di questa risposta per ottenere un effetto protettivo nella SLA. Lo studio presentato dalla Dott.ssa Babu è uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo e condotto in 74 centri del Northeast ALS Consortium (NEALS) negli Stati Uniti. I partecipanti sono stati assegnati in rapporto 3:1 a DNL343 o placebo per 24 settimane. DNL343 (200 mg) è stato somministrato una volta al giorno per via orale. Lo studio non ha raggiunto l’obiettivo primario di efficacia previsto e non ha mostrato differenze significative rispetto al placebo anche negli endpoint secondari. Il farmaco è risultato generalmente ben tollerato. Il disegno dello studio, comune a tutti gli studi inclusi nell’HEALEY ALS Platform Trial, ha permesso di testare un nuovo trattamento in modo efficiente, ottimizzando tempi e risorse.
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C16 – Studio di fase 2°: Tazbentetol (SPG302)
Il Prof. Dominic Rowe (Macquarie University, Australia) ha presentato i risultati di uno studio di fase 2a su Tazbentetol (SPG302), una piccola molecola sinaptogenica ad azione rapida somministrata per via orale. In studi preclinici, SPG302 ha mostrato effetti favorevoli sui sintomi motori e sulla sopravvivenza in modelli di TDP-43-SLA e Ubqln2-SLA/FTD. Lo studio clinico presentato dal Prof. Rowe ha incluso 24 partecipanti con SLA (TRICALS da -2 a -6) e ha previsto una prima fase di 4 settimane di trattamento in doppio cieco (3:1 attivo:placebo) seguita da una seconda fase di 24 settimane in aperto. Sono stati monitorati: ALSFRS-R, misure neurofisiologiche (EEG, P300, TMS), livelli ematici di NfL e quadro cognitivo (ECAS). Lo studio ha dimostrato che il trattamento con Tazbentetol (300 mg al giorno) è ben tollerato, senza eventi avversi gravi correlati al farmaco durante 6 mesi. L’82% dei pazienti trattati ha mostrato stabilità clinica o lieve miglioramento nell’ALSFRS-R alla fine del trattamento. In confronto a controlli storici (database PRO-ACT), è stato riportato un declino medio più lento del 76% su 6 mesi. Sono necessari ulteriori studi per approfondire e confermare questi risultati. È inoltre in corso un programma di cura compassionevole in Australia e negli Stati Uniti.
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C17 – Studio di fase 2 “proof of concept”: AP-101
La Dott.ssa Angela Genge (Montreal Neurological Institute-Hospital) ha presentato i risultati di uno studio di fase 2 “proof of concept” (studio esplorativo) su AP-101. AP-101 è un anticorpo umano ricombinante che riconosce una forma “mal ripiegata” della proteina SOD1. Studi in modelli preclinici hanno dimostrato che AP-101 è in grado di ridurre la diffusione della SLA legata a SOD1. AP-101 è in grado di rilevare SOD1 mal ripiegata sia in campioni di SLA-SOD1 che in campioni di SLA sporadica. Lo studio ha coinvolti 73 partecipanti con SLA sporadica (n = 52 partecipanti) o con SLA-SODI1 (n = 21 partecipanti) reclutati in 13 centri (USA, Canada, Germania, Svezia, Belgio, Corea del Sud). I partecipanti sono stati stratificati e randomizzati (2:1) a infusioni endovenose di AP-101 ogni 3 settimane (dose di carico 500 mg). Dopo 24 settimane di fase in aperto, i partecipanti hanno ricevuto ulteriori somministrazioni del farmaco (2500 mg Q3W) in una fase di estensione in aperto seguita da un follow-up di sicurezza di 16 settimane. AP-101 è risultato sicuro e ben tollerato. Sono stati osservati segnali positivi su parametri clinici e biomarcatori, ma saranno necessari ulteriori studi per verificare e confermare questi risultati.
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C18 – PrimeC: da PARADIGM (fase 2) a PARAGON (fase 3)
La Dott.ssa Merit Cudkowicz (Sean M. Healey & AMG Center for ALS, MGH) ha presentato un aggiornamento sulla passaggio dallo studio PARADIGM di fase 2 allo studio PARAGON di fase 3 dedicato a PrimeC (NeuroSense Therpeutics). PrimeC è una combinazione di due farmaci già utilizzati per altre patologie: ciprofloxacina (antibiotico) e celecoxib (antinfiammatorio). L’idea è di agire su più aspetti della malattia con un’unica combinazione. PrimeC è sicuro e ben tollerato. Nella fase 2 e nell’estensione in aperto sono emersi segnali promettenti di possibile verso il rallentamento della progressione della malattia. PrimeC ha mostrato benefici in tutti i sottodomini dell’ALSFRS-R, con miglioramento più marcato nel dominio bulbare. Non sono state osservate reazioni avverse per SVC o sopravvivenza. Inoltre, PrimeC ha ridotto in maniera significativa i livelli di ferritina a 6 mesi e, durante l’estensione in aperto, ha anche stabilizzato i marcatori legati al ferro. I risultati hanno dimostrato che livelli di ferritina più elevati correlano con un declino più rapido dell’ALSFRS-R nel gruppo placebo, ma non nel gruppo che ha ricevuto PrimeC. Inoltre, PrimeC ha ridotto i livelli di miR-199°-3p/5p e miR-181/B-5P, entrambi microRNA associati a neuroinflammazione. Questi dati forniscono la base per il passaggio alla fase 3 dello studio clinico (PARAGON) con reclutamento previsto nel 2026.
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C19 – Studio di fase 1b: VRG50635 (Verge Genomics)
Il Prof. Leonard van den Berg (UMC Utrecht, Paesi Bassi) ha presentato i risultati dello studio di fase 1b su VRG50635. VRG50635 è un farmaco sperimentale che inibisce la proteina PIKfyve e pro-farmaco di VRG50468, un metabolita attivo capace di penetrare nel cervello. È stato sviluppato per correggere una “firma della malattia” identificata tramite la piattaforma CONVERGE AI di Verge. Lo studio ha coinvolto 54 adulti con SLA sporadica o familiare in 4 paesi e prevedeva una fase di osservazione pre-trattamento (run-in) di 8 settimane, seguita da incrementi di dose (400, 600 e 800 mg al giorno) e un’estensione a lungo termine di 40 settimane alla dose massima tollerata. Gli endpoint primari comprendono sicurezza e la tollerabilità (eventi avversi, esami di laboratorio, segni vitali, ECG, esami neurologici). VRG50635 ha raggiunto nel sistema nervoso centrale livelli superiosi al PIKfyve. È stato anche osservato un aumento nei livelli plasmatici di NfL senza modifiche nel liquido cerebrospinale. Efficiacia clinica non è stata dimostrata e circa un terzo dei partecipanti non ha tollerato la dose iniziale. I risultati ottenuti sottolineano la necessità di interpretare con cautela i livelli plasmatici di NfL come endpoint negli studi pilota, soprattutto quanto si valutano diversi meccanismi d’azione.
Segui gli studi clinici attualmente in corso per la SLA, visitando l’Elenco di Sperimentazioni SLA Internazionale-LIVE dell’Associazione conSLAncio.
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Altri contributi segnalati
Sessione 6C Epidemiologia – “C58: Another brick in our knowledge of ALS causes: A population-based study of residential clustering. Prof. Andrea Calvo
In questo studio è stata condotta una analisi epidemiologica basata sulla distribuzione geografica e residenziale dei pazienti affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) diagnosticati presso il Centro Regionale Esperto per la SLA di Torino a partire dal 1995 fino al 2022 e appartenenti al registro SLA del Piemonte e della Valle d’Aosta (PARALS).
Tale indagine è stata condotta con la finalità di valutare il ruolo di possibili cause ambientali di malattia.
I risultati statisticamente significativi dello studio hanno evidenziato un elevato numero di edifici (59) nella città di Torino che hanno ospitato due o più pazienti SLA non imparentati. Nel resto del Piemonte 46 edifici hanno ospitato ciascuno 2 pazienti SLA e 5 edifici 3 pazienti. Infine, un singolo edificio che ha ospitato 4 pazienti. L’analisi statistica condotta ha evidenziato una distribuzione geografica, tanto nella città di Torino quanto nel resto della regione, che non può essere completamente ricondotta al caso, e supporta pertanto l’ipotesi del coinvolgimento di fattori ambientali nell’insorgenza della malattia.
Si ipotizza nello specifico un possibile ruolo delle condutture idriche obsolete, per le quali una manutenzione insufficiente può determinare il rilascio di metalli nelle forniture d’acqua che raggiungono le abitazioni. Un seconda possibilità potrebbe essere il coinvolgimento dell’impianto elettrico, i materiali da costruzione degli edifici o ancora la vicinanza ad impianti industriali. Sebbe tali ipotesi rimangano speculative, i risultati di questo studio supportano l’utilità di proseguire le indagini in questo campo, al fine di indagare possibili fattori ambientali, e pertanto modificabili, legati all’insorgenza della malattia.
Il Prof. Andrea Calvo (MD, PhD, FEAN, FAAN) è attualmente Professore Associato di Neurologia presso il Dipartimento di Neuroscienze “Rita Levi Montalcini” dell’Università di Torino. Lavora presso il Centro Esperto SLA di Torino dal 1997, in qualità di vicedirettore. È stato Coordinatore del Gruppo di Studio Italiano sulle Malattie del Motoneurone della Società Italiana di Neurologia (SIN) e Co-Chair del Comitato Scientifico EAN per la SLA e la Demenza Fronto-temporale. Attualmente è coordinatore del Gruppo di Studio Bioetica e Cure Palliative in Neurologia della Società Italiana di Neurologia (SIN). Coordinatore del programma “PhD in Neuroscience” dell’Università di Torino. Dal 1997 svolge attività di ricerca in ambito neurologico, in particolare in relazione alla SLA e ad altre malattie neuromuscolari; la sua produzione scientifica è caratterizzata da epidemiologia, genetica clinica, neuroimaging e studi clinici, con circa 298 articoli su riviste internazionali peer reviewed (indice H Scopus 71).
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Sessione 8C Improving clinical decision making: research, policy and practice – “C87: Red flags for ALS referral: Insights from the Turin ALS Expert Center”, Prof. Adriano Chiò
In questo studio è stata condotta una indagine sui segnali clinici di allarme (red flags) che possono aiutare i medici di medicina generale o gli specialisti non esperti di Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) a riconoscere i pazienti con questa patologia. Tale indagine è stata condotto poiché, nonostante i continui sforzi della comunità clinica a e scientifica, il ritardo diagnostico di malattia rimane relativamente lungo, si attesta infatti intorno ai 12 mesi. Inoltre, si osserva un aumentato rischio di falsi positivi, ossia pazienti che giungono all’attenzione con il sospetto diagnostico di SLA e per i quali la diagnosi non viene poi confermata.
Sono stati pertanto inclusi nello studio tutti i soggetti inviati al Centro Regionale Esperto per la SLA di Torino tra il 2020 e il 2023 con una sospetta diagnosi di SLA (1013 pazienti). Dai dossier sanitari dei pazienti sono stati poi estratti i dati clinici, neurofisiologici e di laboratorio.
Le analisi statistiche condotte hanno evidenziato che la SLA deve essere sospettata precocemente quando sono presenti caratteristiche chiave, in particolare un decorso progressivamente ingravescente, la presenza di fascicolazioni e alterazioni elettromiografiche compatibili. Altri elementi molto utili di supporto diagnostico sono una ridotta capacità vitale forzata ed elevati livelli di creatinchinasi. I modelli statistici condotti presentano una elevata specificità e pertanto potrebbero rivelarsi molto utili al fine di escludere per la mattia e di conseguenza evitare invii presso Centri esperti che non sono in realtà necessari al paziente. Tale risultato ha delle importanti implicazioni per l’ottimizzazione le risorse sanitarie e per consentire una riduzione dei ritardi diagnostici.
Il Prof. Adriano Chiò (MD, FAAN) È Professore Ordinario di Neurologia presso il Dipartimento di Neuroscienze “Rita Levi Montalcini” dell’Università di Torino. È Direttore della SC Neurologia 1U dell’Università di Torino e dell’Ospedale Città della Salute e della Scienza di Torino, e Direttore del Centro Esperto per la SLA dello stesso ospedale. È membro del consiglio direttivo e attualmente Tesoriere dell’European Network for the Cure of SLA (ENCALS) e membro del consiglio direttivo per la SLA della WFN. È a capo del Consorzio Italiano di Genetica della SLA (ITALSGEN). Adriano Chiò, i cui principali ambiti di ricerca sono l’epidemiologia, la cognizione, il neuroimaging e la genetica della SLA, è noto soprattutto per le sue ricerche sul rischio di SLA nei calciatori, sull’eterogeneità fenotipica della SLA e per aver contribuito alla scoperta di diversi geni della SLA, tra cui C9ORF72, VCP, MATR3 e KIF5A. Ha pubblicato oltre 597 articoli su riviste peer-reviewed (indice H Scopus 100). Nel 2015 gli è stato conferito lo Sheila Award e nel 2021 il Norris Award.
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Le presentazioni dei membri del comitato scientifico di conSLAncio
La Dott.ssa Petrozziello ha presentato anche un secondo poster: “HCB-32: Characterizing the pathological significance of WWOX loss and mutation in amyotrophic lateral sclerosis” (in Italiano, “Caratterizzazione del significato patologico della perdita e delle mutazioni di WWOX nella SLA”).
Tiziana Petrozziello1, Jennifer M. Deger2, Ayleen L. Castillo Torres1, Ranee Zara Bunag Monsanto1, Adel Boudi1, Sali M.K. Farhan3, Khashayar Vakili4, Merit E. Cudkowicz1, James D. Berry1, Joshua M. Shulman2, Hugo J. Bellen2, Ghazaleh Sadri-Vakili1
1. Sean M. Healey & AMG Center for ALS at Mass General, Massachusetts General Hospital, Boston, MA 02129, USA.
2. Department of Molecular and Human Genetics, Baylor College of Medicine, Houston, TX 77030, USA.
3. Department of Neurology and Neurosurgery, McGill University, Montreal, Quebec H3A 0G4, Canada.
4. Department of Surgery, Boston Children’s Hospital, Boston, MA 02125, USA.
Introduzione: Comprendere i meccanismi molecolari alla base della SLA è fondamentale per individuare nuovi potenziali bersagli terapeutici. Tra i candidati di particolare interesse vi è la proteina WWOX (WW domain containing oxidoreductase), ampiamente coinvolta nei processi di neurodegenerazione. Obiettivi: WWOX regola numerose funzioni cellulari, inclusa la catena di trasporto degli elettroni mitocondriale, attraverso il suo dominio SDR (short-chain dehydrogenase/reductase). Poiché le alterazioni della funzione mitocondriale rappresentano un evento patogenetico precoce nella SLA, questo studio si è proposto di indagare il potenziale ruolo di WWOX nella malattia. Metodi: Abbiamo utilizzato il database Project MinE per identificare mutazioni di WWOX specifiche della SLA. I livelli proteici di WWOX sono stati valutati nella corteccia motoria post-mortem umana mediante western blot. Proteine ricombinanti e plasmidi contenenti mutazioni specifiche della SLA, insieme a RNA interferenti (siRNA), sono stati utilizzati per studiare gli effetto delle mutazioni e della perdita di WWOX in cellule di neuroblastoma umano SH-SY5Y. Sono stati inoltre generati modelli di Drosophila portatori di mutazioni di WWOX specifiche della SLA e moscerini knock-out per WWOX, al fine di valutare in vivo l’impatto delle mutazioni e della perdita della proteina. Le funzioni mitocondriali sono state analizzate mediante saggio dell’aconitasi, Seahorse assay e CellROX. Risultati: Abbiamo identificato varianti rare e specifiche della SLA nel gene WWOX, inclusa una mutazione con codone di stop 261E localizzata nella regione di legame ai mitocondri nel dominio SDR. Il trattamento delle cellule SH-SY5Y con una proteina ricombinante umana contenente la mutazione 261E ha determinato una riduzione della vitalità cellulare e un aumento delle specie reattive dell’ossigeno (ROS) mitocondriali. Risultati analoghi sono stati osservati in cellule transfettate con un plasmide codificante la mutazione 261E. Questi dati sono coerenti con una significativa riduzione della citocromo c ossidasi del complesso IV osservata nella corteccia motoria SLA. Inoltre, è stata riscontrata una marcata diminuzione dei livelli di WWOX nella corteccia motoria SLA. Il silenziamento di WWOX mediante siRNA ha indotto un aumento significativo dei ROS sia citosolici che mitocondriali. Allo stesso modo, il trattamento delle cellule SH-SY5Y con tessuto di corteccia motoria SLA con bassi di WWOX ha determinato un aumento dei ROS. È importante sottolineare che l’aumento dei livelli di WWOX nelle cellule trattate con corteccia motoria SLA, ottenuto tramite proteina ricombinante o plasmide codificante la forma umana di WWOX, ha contrastato l’aumento dei ROS, suggerendo un possibile effetto protettivo.. Infine, abbiamo generato modelli di Drosophila portatori della mutazione 261E e moscerini WWOX KO; studi in corso valuteranno difetti all’elettroretinogramma, alterazioni della capacità di arrampicata, sensibilità al calore, funzione mitocondriale e sopravvivenza in vivo. Discussione: Nel complesso, i nostri risultati dimostrano che la mutazione con codone di stop 261E e la perdita di WWOX contribuiscono all’ aumento dello stress nella SLA. Al contrario, l’incremento dei livelli di WWOX è in grado di mitigare tale stress, indicando WWOX come un potenziale bersaglio terapeutico nella malattia.
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La Dott.ssa Monica Feole ha presentato il poster: HCB-12 “Multiple motor proteins regulate the ALS-linked TDP-43 axonal transport” (in Italiano – “Diverse proteine motrici regolano il trasporto assonale della proteina TDP-43 legata alla SLA”).
Monica Feole1, Victorio M. Pozo Devoto2,3, Neda Dragišić4, Alba Sansa Zaragoza1, Maria Čarna8, Deepti Lall1, Giancarlo Forte2,5, Richard A. Smith6, Gorazd B. Stokin7,8, Clive N. Svendsen1,7
1. Cedars-Sinai Medical Center, Los Angeles, CA, USA.
2. International Clinical Research Center, St. Anne’s University Hospital, Brno, Czech Republic
3. Faculty of Medicine, Department of Biology, Masaryk University, Brno, Czech Republic
4. Central European Institute for Technology at Masaryk University, Brno, Czech Republic
5. School of Cardiovascular and Metabolic Medicine and Sciences, King’s College London, UK.
6. Center for Neurologic Studies, La Jolla 7590, CA, USA.
7. Institute for Molecular and Translational Medicine, Faculty of Medicine and Dentistry, Palacký University, Olomouc, Czech Republic.
8. Gloucestershire Royal Hospital, Gloucestershire NHS Foundation Trust, Gloucester GL1 3NN, UK
Introduzione: TDP-43 è una proteina che si lega all’RNA e svolge funzioni essenziali nella cellula. Normalmente si trova principalmente nel nucleo cellulare, dove controlla come i geni vengono letti e processati, ma una piccola parte lavora anche nel citoplasma e negli assoni (le “autostrade” dei neuroni), dove aiuta a trasportare e tradurre i messaggi genetici. Nel 97% dei pazienti con SLA, questo delicato equilibrio si rompe: TDP-43 abbandona il nucleo e si accumula in aggregati tossici nel citoplasma. Nonostante la degenerazione degli assoni sia uno dei primi segni della SLA, sappiamo ancora poco su come e cosa fa esattamente TDP-43 in queste strutture.
Obiettivi: Per capire meglio il ruolo di TDP-43 nell’ assone abbiamo studiato come si muove la proteina e come interagisce qui con le “proteine trasportatrici” e inoltre abbiamo valutato i suoi livelli di accumulazione in cellule derivanti da pazienti.
Metodi: Abbiamo utilizzato neuroni umani coltivati in laboratorio, sia da donatori sani che da pazienti con SLA sporadica. Abbiamo “marcato” con fluorescenza TDP-43 e altre proteine per seguire i loro movimenti in tempo reale lungo gli assoni, analizzando le loro traiettorie con software specializzati. Inoltre, abbiamo verificato con quali proteine motrici TDP-43 interagisce attraverso test biochimici avanzati.
Risultati: Abbiamo scoperto che TDP-43 si comporta diversamente dalle altre proteine: può “chiamare un taxi” scegliendo tra diversi tipi di proteine motrici (le chinesine), utilizzando strategie di trasporto flessibili per distribuire i messaggi genetici lungo tutto l’assone. Nei neuroni dei pazienti con SLA, però, TDP-43 si accumula negli assoni formando aggregati più grandi e numerosi rispetto ai controlli sani, segno che il suo trasporto è compromesso.
Discussione: I nostri risultati suggeriscono che quando il trasporto di TDP-43 negli assoni non funziona correttamente, i messaggi genetici non arrivano correttamente a destinazione, rendendo i neuroni vulnerabili e contribuendo alla loro degenerazione. Questo studio evidenzia l’importanza del trasporto assonale nella salute neuronale e identifica nuovi possibili bersagli terapeutici per la SLA.
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BIOGRAFIE

Tiziana Petrozziello, Ph.D., Assistant Professor in Neurologia a Harvard Medical School/Mass General Brigham (Boston, Massachusetts). I suoi studi mirano ad identificare nuovi possibili target terapeutici per la SLA e biomarcatori utili a velocizzare la diagnosi.
Monica Feole, Ph.D., è attualmente post-doctoral scientist presso il Regenerative Medicine Institute del Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles, California. I suoi studi sono focalizzati a comprendere i meccanismi attraverso i quali una delle più comuni patologie osservate nei casi di SLA, quella legatala SLA associata alla proteina TDP-43 è in grado di alterare il funzionamento sinaptico ed in motoneuroni derivanti da pazienti affetti da SLA sporadica o con mutazioni geniche specifiche. L’obiettivo è di poter individuare meccanismi che vengono alterati in fasi precoci della malattia, che possano aiutare in una pronta diagnosi e trasformarsi in tempestivi interventi terapeutici.
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Il simposio si è concluso con l’assegnazione di due ulteriori premi:
Il Premio Sean M. Healey & AMG Center for ALS International Prize for Innovation in ALS 2025 è stato conferito al team composto dal Dott. Bryan Traynor (National Institute on Aging / NIH, USA), Dott.ssa Nancy Bonini (University of Pennsylvania, USA, Dott. Aaron Gitler (Stanford University, USA) e la Dott.ssa Rosa Rademakers (VIB-UAntwerp Center for Molecular Neurology, Belgio, e Mayo Clinic, USA). Il premio di $50,000 riconosce il contributo di questo gruppo di ricercatori alla scoperta che le espansioni di ripetizioni nucleotidiche possono causare la SLA, chiarendo meccanismi di malattia e aprendo nuove strade per interventi terapeutici mirati.
Il Drs. Ayeez and Shelena Lalji & Family Endowed Award for Innovative Healing 2025 è stato conferito al Prof. Frank Bradke (German Center for Neurodegenerative Diseases – DZNE – e University of Bonn, Germania) per il suo lavoro nel decifrare i meccanismi che regolano la crescita degli assoni e nel tradurre queste conoscenze verso possibili applicazioni cliniche. Il suo team ha dimostrato che riattivare percorsi di crescita assonale potrebbe favorire la rigenerazione nel sistema nervoso centrale adulto dopo una lesione, identificando molecole che possono “frenare” la crescita assonale. Il Prof. Bradke ha testato farmaci già approvati clinicamente per determinare se fossero in grado di riattivare la crescita assonale ed ha dimostrato recupero funzionale in modelli animali di lesione del midollo spinale. In particolare, ha identificato il gene sinaptogenico Cacna2d2 e la proteina presinaptica Munc-13 come soppressori della crescita. Il suo lavoro ha anche proposto un concetto innovativo: crescita assonale e formazione di sinapsi sono processi mutuamente esclusivi nei neuroni.
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Ringraziamenti e appuntamento al prossimo simposio!
conSLAncio ringrazia, a nome di tutte le persone affette da SLA e tutti gli associati che sostengono la missione dell’Associazione.
Il 37° Simposio Internazionale sulla SLA/MND avrà luogo presso Amsterdam, Olanda nel mese di dicembre 2026.
Per ulteriori informazioni su conSLAncio, visita: www.conslancio.it
Contatto: L’ufficio stampa di conSLAncio, scrivere: info@conslancio.it





