1 dicembre 2015

Cos’è la SLA

La Sclerosi laterale amiotrofica, meglio conosciuta come SLA, è una grave patologia neurodegenerativa che attacca i motoneuroni. Per qualche ragione ancora da scoprire, i neuroni che controllano i movimenti dei singoli muscoli del corpo, chiamati motoneuroni, vanno in tilt rendendo impossibili lentamente tutti i movimenti, respirazione compresa.
Necessita di un’assistenza via via crescente in quanto con il trascorrere del tempo la vita del paziente risulta essere sempre più dipendente da chi lo circonda.
Sulla base delle nostre personali esperienze, possiamo affermare che ogni SLA ha un decorso a se stante. Non esiste un percorso identico per tutti.
Di sicuro siamo convinti che tanta sana logopedia, fisioterapia e nutrizione completa possano servire a sostenere il fisico di chi ne risulta colpito.

L’IMPORTANZA DI UNA DIAGNOSI PRECOCE

Diagnosticare la patologia non è semplice. È necessario che il paziente che avverte i primi sintomi, come debolezza e atrofia muscolare, si rivolga ad un neurologo per effettuare una elettromiografia ed escludere altre malattie neurologiche. Purtroppo, dai dati emerge il fatto che oggi, nel 15% dei casi, la diagnosi corretta arriva dopo un anno. Agendo in fretta si può ritardare la degenerazione e impedire ai neuroni di arrestarsi entro 3 o 4 anni.

LA SITUAZIONE IN ITALIA

Solo in Italia si stimano attualmente più di 4.000 persone affette da SLA e circa 1.000 nuovi casi di pazienti colpiti tra i 40 e i 70 anni vengono diagnosticati ogni anno. Il decorso medio della malattia va dai 3 ai 5 anni. Il 50% delle persone affette muore entro 36 mesi dall’esordio, solo il 10% circa supera i 10 anni. La morte sopravviene nella maggior parte dei casi per insufficienza respiratoria, lasciando intatta la capacità di pensare e provare emozioni.

I numeri raccontano di circa 6 casi ogni 100.000 abitanti. Alla luce di questi numeri, ci chiediamo se sia corretto classificarla ancora come malattia rara.

LE CAUSE DELLA SLA

Il medico francese Jean-Martin Charcot a metà dell’Ottocento scoprì la malattia per la prima volta e, dal quel momento, si stanno studiano le possibili cause della SLA. Di certo diversi sono i fattori che incidono sulla patologia, come l’eccesso di glutammato (un aminoacido neurotrasmettitore), la familiarità e quindi la predisposizione genetica, fattori ambientali tossici come il contatto frequente con mercurio o piombo e tanti altri ancora. La terapia della SLA non è ancora disponibile, ma le ultime scoperte stanno aiutando a capire le cause della malattia. Comprendere i meccanismi che determinano la degenerazione delle cellule nervose rappresenta il passo fondamentale per individuare terapie efficaci.

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